venerdì 4 giugno 2010

La Venaria Reale


Nel 1659, alle porte della città Sabauda, si concretizza un grandioso progetto di Carlo Emanuele II, cioè quello di edificare una sede stabile per la pratica dell' attività venatoria, celebrando così, con la ritualità della caccia, le magnificenze del duca. Questo progetto ha visto il nascere di un grande unicum rappresentato da Borgo-Reggia-Giardini, lungo un asse di circa due kilometri.
I lavori di ampliamento proseguono con Filippo Juvarra e successivamente con benedetto Alfieri.
La Venaria Reale diviene così una delle maggiori residenze Sabaude del Piemonte e in quanto a struttura è certamente paragonabile alla reggia di Versailles; Si narra infatti che proprio quest' ultima sia stata costruita prendendo come esempio la Venaria.
Col passare del tempo, la reggia viene anche utilizzata a scopo militare e come deposito bellico per quasi due secoli.
Dopo un lungo periodo di abbandono la regione Piemonte ha intrapreso un lavoro di restauro attivo tutt'ora, che ha potuto ridonarle parte dell'aspetto barocco originario.
La Venaria Reale è sicuramente una delle maggiori attrazioni architettoniche del Nord Italia, ma credo che il piacere nel vedere ed osservare un simile patrimonio, aumenterà e sarà ancora più vivo tra qualche anno, quando i lavori di restauro avranno fatto passi avanti. Vi consiglio comunque di andare a visitare la Venaria e di non farvi di conseguenza mancare una passeggiata nel meraviglioso centro storico di Torino.

sabato 15 maggio 2010

Video/ L'imbiancatura del corvo

Presento qui "Piero Colombani pittore in Sarzana (l'imbiancatura del corvo)", intervista-documentario realizzata da Antonio Bencini Farina. Nel corso del filmato Colombani illustra la sua filosofia riguardo all'arte ed il suo ultimo lavoro, che sta terminando e che verrà presentato quest'estate a Sarzana; il filmato parla da sè, vi lascio perciò subito alla visione:





martedì 11 maggio 2010

Mostre/ Rubens e i Fiamminghi

fiamminghi_como-417x580 Fino al 27 luglio sarà aperta al pubblico la mostra “Rubens e i fiamminghi” allestita nella meravigliosa “Villa Olmo” a Como.

Attraversando i saloni della splendida villa ottocentesca immersi nella penombra potete apprezzare al meglio la magia della luce dei maestri fiamminghi e ammirare i più famosi capolavori di Rubens, quali “Borea rapisce Orizia” e “Le tre Grazie”.

Nota di merito anche per le audio guide: il curatore della mostra, Sergio Gaddi, illustra con precisione e semplicità il capolavoro che avete di fronte.

All’uscita, se le condizioni climatiche sono favorevoli, potete godervi due passi sul lago….

lunedì 10 maggio 2010

Il teatro di Canneto sull'Oglio


Canneto sull'Oglio
, paese in provincia di Mantova che si affaccia sulle rive del fiume da cui prende il nome, ospita un teatro all'italiana di metà ottocento ben conservato, utilizzato ancora oggi per l'allestimento di numerose opere in prosa e lirica.


UN PO' DI STORIA
Il teatro comunale viene inaugurato nel 1827. Dopo la Seconda Guerra Mondiale subisce numerose modifiche, venendo tra l'altro trasformato in cinematografo.
Dagli anni '70 del novecento però, il progressivo abbandono al quale è sottoposto per motivi economici, ne aggrava
notevolmente lo stato di conservazione, rendendolo ben presto inagibile. Nel 1982 si decide di porre rimedio alla situazione, iniziando un progetto di intenso restauro che lo riporta in diversi anni al ripristino della condizione di bellezza originaria.
Nel 19
90 il teatro viene dedicato al compianto Mauro Pagano, apprezzato e stimato scenografo cannetese, conosciuto per aver lavorato in diversi teatri d'Europa a fianco di importanti personalità.


ARCHITETTURA
A destra della piazza, in una via laterale, noterete questo edificio caratterizzato dalla facciata neoclassica, risolta tenendo conto della scarsa spazialità dell'ambiente su cui prospetta.
Il pronao produce un rapporto comunicativo con l'esterno senza invaderlo e anzi rie
ntrando nel corpo stesso cui fa da accesso tramite tre ingressi, delimitati da quattro mezze colonne. I capitelli di ordine tuscanico sono sormontati da un'architrave in leggero aggetto e la parte superiore del prospetto è coronata da un timpano triangolare.
Entrando all'interno del vestibolo prima e della sala teatrale poi, vedrete le pareti traforate da tre ordini di palchi evidenziati da colonnette in legno di gusto neo-egizio a scanalature dorate, su base a tulipano. Se alzate la testa, potrete osservare il soffitto della sala, decorato secondo un motivo “a spicchi”.


ATTIVITA'

Ogni anno vengono allestite numerose rappresentazioni. Nella stagione teatrale appena conclusa sono state presentate dive
rse opere, tra cui: “Gl'innamorati” di Goldoni (messa in scena dall'Accademia Teatrale “Il Revellino” di Canneto sull'Oglio) e “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta. Negli anni precedenti molti altri sono stati gli spettacoli proposti. Per citarne alcuni: “Così è (se vi pare)” di Pirandello, “Il Trovatore” e “Il Rigoletto” di Giuseppe Verdi, “Assassinio nella cattedrale” di T. S. Eliot e “Il diario di un pazzo” di Gogol. Per ora il cartellone 2010/2011 non è ancora stato presentato al pubblico, ma dovrebbe essere disponibile verso la fine dell'estate.

Maggiori informazioni
sugli spettacoli in programma prossimamente le troverete qui.



INFORMAZIONI UTILI

Prima o dopo uno spettacolo potrebbe venirvi un certo appetito. Meglio dunque non arrivare impreparati.
A questo indirizzo
troverete un elenco di alcuni ristoranti presenti in zona. Ce n'è per tutti i gusti (e le tasche): dalla pizzeria “Antichi sapori” (modesta nei prezzi, ma anche nella qualità) fino al raffinato “Il pescatore” (rinomato ristorante di fama internazionale, ma non è esattamente alla portata di tutti). E se per caso aveste bisogno di un posto dove passare la notte, ci sono alcuni B&B.

mercoledì 5 maggio 2010

Il Teatro Farnese di Parma :
"Magnum teatrum orbis terrarum", il più grandioso teatro stabile del tempo







"Pertanto è fondato ogni poema sulla meraviglia. Un convito, una giostra, una festa, un concerto di musica se non ha in sè questa rarità, non appaga l'animo..." (Jason De N0res)




Il Teatro Farnese venne fatto costruire da Ranuccio I, Duca di Parma e Piacenza, a partire dal 1618 per illustrare il suo mecenatismo e la potenza economica del suo ricco casato. Egli intendeva celebrare con uno spettacolo teatrale la sosta a Parma del Granduca di Toscana Cosimo II. Non avendo il tempo sufficiente realizzò una struttura fittizia interamente costruita in legno di Abete rosso ricoperto di stucco dipinto per simulare il marmo. Le statue sono realizzate in gesso con un anima in paglia.


L'architetto Gian Battista Aleotti (detto l'Argenta) curò il progetto dell'opera e la realizzò all'interno del Palazzo della Pilotta ponendolo al primo piano, precedentemente utilizzato come sala d'armi e sede di tornei.


Venne completato nell'autunno del 1618 e rimase inutlizzato per circa dieci anni; sarà inaugurato solo il 21 dicembre 1628 per le nozze di Odoardo (figlio di Ranuccio) e Margherita (figlia di Cosimo De' Medici).


Dopo l'ultima rappresentazione del 1732 il teatro decadde; venne quasi completamente distrutto a causa di un bombardamento durante la II Guerra Mondiale (maggio 1944). Oggi ci appare simile al suo splendore originale grazie alla ricostruzione avvenuta tra il 1956 e il 1960. Purtroppo la vera dimensione illusionistica è andata perduta poichè è andata distrutta la decorazione pittorica del soffitto ligneo raffigurante il trionfo di Giove con gli dei dell'Olimpo.


Molteplicità di illusioni

..entriamo all'interno dello spazio teatrale e abbandoniamoci alle varie prospettive..

Il cunicolo che portava ai gradini del teatro
raffigurava le allegorie della famiglia Farnese e dei Medici , che
nell'idea di Ranuccio avrebbero dovuto legarsi assieme.

La vastità degli spazi dalla cavea al proscenio

noi spettatori rimaniamo estasiati dall'enorme arena e dalle strutture lignee.



Lo spazio della scena, il sito delle macchine
Il proscenio era decorato con statute che alludevano alle virtù del principe, giustizia, clemenza, serenità e prosperità.




Gli archi trionfali
fanno si che tutto lo spazio del salone sia percepito
come "forum" , piazza, luogo di culto r incontro, nel quale si concentra non solo il potere civile e militare ma anche i suoi trionfi.




Purtroppo questo teatro, seppure posto in una zona centrale della città, a pochi passi dal Palazzo del Governatore, all'interno del Palazzo della Pilotta e inserito nel percorso della Galleria Nazionale, non è sempre ricordato e apprezzato al punto giusto.




Periodicamente, alcune ochestre suonano all'interno del teatro, creando atmosfere magiche ed emozionanti per deliziare i fortunati spettatori. L'Ochestra Filarmonica Arturo Toscanini ha suonato varie volte al Farnese.





Una volta visitato questo splendido gioiello a Parma, perchè non continuare il clima culturale recandosi al Caffè Letterario in Viale Fratti? E' un luogo di incontri, scambio di idee, musica dal vivo e allestimenti d'arte. Molto interessante e giovane...












Per maggiori informazioni visita i siti:

http://www.gallerianazionaleparma.it/ita/index.asp
http://www.letterariodiparma.it/
http://parma.arounder.com/ una mappa dettagliata su come raggiungere il teatro.
http://www.fondazionetoscanini.it/




































































































































































































































































































































































































































Video / Parma e Jean Baptiste Boudard

Spesso la bellezza ci è vicino, silenziosa e immobile, e aspetta solo di essere guardata. Spesso le passiamo accanto senza notarla, perchè è lì da sempre, fa parte dello sfondo abituale delle nostre giornate. Eppure a volte, per un raggio di sole radente o per una nuvola scura di pioggia, i nostri occhi tornano ad osservare, e scoprono quella bellezza muta e immutata, che rinnova ogni giorno la sua missione: passando dagli occhi, rallegrare il cuore.
Ecco una di quelle volte... Le statue di Boudard al Parco Ducale di Parma

giovedì 22 aprile 2010

MONTECCHIO EMILIA E L'AVANGUARDIA



La Montecchio dei giorni nostri è cresciuta e si è allargata attorno al suo nucleo medievale chiamato "cittadella" che risale alla prima metà del 1400 e costituisce l'attuale centro storico.
Il nucleo antico è cinto da mura difensive legate all'antico castello medievale del XIV secolo recentemente ristrutturato.
Il maniero è così completamente percorribile dai visitatori.



Il vecchio maniero, uno dei meglio conservati, utilizza gli ampi saloni a biblioteca comunale, a sala conferenze e congressi ed è contenitore di opere d'arte in occasione delle ricorrenti fiere.

Nei recuperati sotterranei ha trovato la sua sede "Montecchio Bainait", noto salotto culturale
http://www.bainait.it/

A tal proposito vorrei segnalare l'attuale mostra allestita appunto all'interno del castello:
"Marc Chagall - Le anime morte, la realtà del mondo interiore".

Tutte le informazioni attinenti alla mostra le potrete trovare all'indirizzo
http://www.comune.montecchio-emilia.re.it/Sezione.jsp?titolo=MARC

Chi fosse invece interessato al paese di Montecchio Emilia e ai luoghi di cultura visitabili:
http://www.comune.montecchio-emilia.re.it/Sezione.jsp?idSezione=12

lunedì 19 aprile 2010

Critiche/ Mostra Nove100

INTRODUZIONE

Nello scrivere questo articolo non vogliamo trattare della mostra nel suo specifico, ma parlare più precisamente dell'impressione che quest'ultima ha avuto sul pubblico.
Apriremo anche una piccola parentesi parallela, accennando a Stefano Spagnoli, ex assessore alla cultura della giunta Ubaldi e, di conseguenza, anche ad un discorso più impegnativo: la riqualificazione del Palazzo del Governatore.


LA MOSTRA NOVE100
La "Collezione Infinita" dello CSAC ( Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'università di Parma), il centro di documentazione creato da Arturo Quintavalle e Gloria Bianchino, conta più di 12 milioni di opere, una miniera immensa di creatività, messa completamente a disposizione del pubblico per la mostra NOVE100.
Con questa mostra si è inaugurato un nuovo prestigioso spazio espositivo: il restaurato Palazzo del Governatore dove è stata esposta la sezione "Arte e Fotografia"; mentre nelle altre due sedi, Galleria S. Ludovico e Scudrie della Pilotta sono state esposte rispettivamente le sezioni di "Moda" e " Architetture e Design".

CRITICHE DA PARTE DEL PUBBLICO E NON SOLO...

Consultando il sito http://centro-parma.blogautore.repubblica.it/ ho trovato questo breve e riassuntivo articolo, che parla della mostra sotto un'ottica che non avevo mai considerato: la sede da poco restaurata e aperta del Palazzo del Governatore è davvero idonea? E la mostra è davvero stata realizzata con materiale mai visto prima?

"La mostra “Nove100″? “L’avevamo già fatta nel 1999. Si chiamava Addio al Novecento“. La riqualificazione del Palazzo del Governatore? “Ha perduto lo spirito iniziale. Sarebbe dovuto diventare uno spazio polivalente nel quale fare cultura foto-cine-televisiva”. A parlare è Stefano Spagnoli, assessore alla Cultura della giunta Ubaldi, primo sostenitore del progetto che assegnava una nuova destinazione all’edificio storico di piazza Garibaldi. Achille Mezzadri l’ha intervistato su Pramzanblog, raccogliendo le sue critiche nei confronti dell’evento culturale che ha catalizzato l’attenzione dell’ultima settimana."

Per quanto riguarda il giudizio del pubblico, sempre sul blog autore della repubblica, ho trovato 10 commenti all'articolo sopra riportato, in cui, nella maggior parte dei casi, si parlava della mostra non esattamente in maniera positiva: "Federico Benzi" per esempio scrive:
"Da visitatore, la mostra mi lascia piuttosto indifferente: appare opaca e dispersiva dal punto di vista dei contenuti e del contenitore (freddino). Sotto “l’insegna” del Secolo Breve, ai curatori (bisognerebbe capire di cosa si sono presi cura), è sembrato logico inserire tutto e il contrario di tutto, sminuendo il valore indubbio delle singole opere che tendono a confondersi in un anonimo calderone espositivo."

"Chiamatemi Ismaele" invece espone nel suo commento tutti i punti, che per me non si possono ignorare di cosa mancava alla mostra:
" La domanda è? Può una mostra di livello nazionale come Nove100 essere fatta come quella ospitata al Palazzo del Governatore? Io penso di no.Non esistono piantine della mostra, le audioguide boh. Sul sito si parla di wifi, ma sul cellulare non dava segni di vita. Ma facciamo finta che vada bene lo stesso e entriamo. Premetto che di arte contemporanea capisco poco. Sono andato a vedere la mostra proprio per imparare qualcosa.Ci sono riuscito? No. Impossibile. Non esiste un percorso di visita consigliato. Si vaga nella dedalica struttura del palazzo, con il rischio, di non vedere molte cose. A me per esempio la pop art italiana stava per sfuggire.Che cosa ho imparato? Nulla perché i panelli (a parte non capire a quale sala facciano riferimento, visto che un po’ sono fuori un po’ sono dentro le sale, un po’ vagano sospesi nei corridoi) a me sono risultati scritti in una lingua del tutto incompresibile. Espressioni del tipo “colore alienato” o “Et in arcadia ego della memoria” mi hanno lasciato con profondi interrogativi esistenziali."

In conclusione, non sarebbe giusto dire che la mostra sia da scartare a priori per le sue lacune organizzative, ma preferirei, da visitatrice ipoteticamente impreparata, essere avvisata per capire a cosa vado incontro, ecco la funzione di questo post. Consiglio comunque di visitare innanzi tutto la sezione "Arte e Fotografia", subito dopo "Architettura e Design" e infine come sezione meno impegnativa (che mi ha lasciato delusioni e interrogativi maggiori di quelli con cui sono entrata) "Moda".


Eventi/ Sindone e monumenti

Dal 10 aprile al 23 maggio sarà esposta nel Duomo di Torino la Sacra Sindone, che è stata recentemente restaurata e apparirà per la prima volta dopo secoli nello stato in cui era prima sindone_cap dell’incendio di Chambèry del 1532. Verrà esposta in Duomo e non nella sua sede naturale, la cappella del Guarini, perché il restauro di quest’ultima, gravemente danneggiata dall’incendio dell’11 aprile 1997, non è ancora stato ultimato: il lavoro di ristrutturazione è infatti complicatissimo perché la cupola è retta da un complesso sistema autoportante ideato dal Guarini stesso.

Se per caso avete in programma una visita al Sacro Lino e quindi a Torino, ecco per voi alcuni suggerimenti per trascorrere al meglio una giornata “culturale” nella città delle Alpi.

  • Chiesa di San Lorenzo: a sinistra della cancellata di Palazzo Reale si trova la Real Chiesa di San Lorenzo, edificata da Guarino Guarini tra il 1668 e il 1687. La pianta a croce greca è difficilmente riconoscibile per la presenza di ben TM_Real_Chiesa_San_Lorenzo otto cappelle laterali, di cui quattro sono inquadrate da arconi monumentali. Giunti al centro della chiesa alzate gli occhi verso l’alto: la cupola è conclusa da un sistema di stelle concentriche, poco più in basso sono nascoste quattro finestre che si dice illuminino completamente la chiesa solo nel giorno del Solstizio d’Estate.                                                                                               Un’altra delle opere più famose del Guarini è Palazzo Carignano (sito nell’omonima piazzetta), palazzo-carignano sede del primo Parlamento Italiano: lasciatevi incantare dal ritmo della facciata e dal suo susseguirsi di superfici concave e convesse.

 

 

  • Palazzo Madama: Se avete un po’ di tempo, perché non palazzo%20madama vi concedete una visita al Museo di Antichità allestito nelle sale di Palazzo Madama ? Tra le tante opere esposte potrete ammirare anche il celebre “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina.                                                                             Il Palazzo compendia i duemila anni di storia di Torino, sorge infatti sul sito della Porta Decumana Orientale di cui si scorgono ancora le due torri che furono poi duplicate nel Quattrocento per volere di Ludovico d’Acaja. Dal XVIII secolo fu la residenza di Maria Cristina di Francia che fece costruire da Filippo Juvarra la facciata che si volge verso l’attuale via Garibaldi : il palazzo ha così un aspetto curiosamente eterogeneo, medievale da un lato e barocco dall’altro.

 

  • architettura-5 Museo del Cinema: se siete appassionati di cinema potete visitare il Museo del Cinema della Mole Antonelliana, vedere le celebri maschere di “Guerre Stellari” e godervi spezzoni di film in sale mirabilmente allestite. Se non soffrite di vertigini, potete raggiungere la sommità della Mole con un ascensore di vetro e godervi la vista di Torino dall’alto.

  • Il parco, il Borgo, Superga: per concludere la vostra  giornata vi consiglio una passeggiata nel parco sul Po. Più a torino-il-borgo-medioevale-di-notte-guido-borelli1 Sud rispetto al centro si trova il celeberrimo “Borgo Medievale”, una realizzazione in stile compiuta in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884. Lasciatevi attrarre dalle caratteristiche botteghe e respirate un’aria d’altri tempi accanto al ponte levatoio.       Tornando verso il centro, alzate lo sguardo verso la basilica di Superga (opera di Juvarra) che presenta una cupola di ispirazione berniniana e due campanili basilica-di-Supergaarretrati di sapore borrominiano.                                                Se la giornata è serena,  vi chiederete anche voi se sia più giusto chiamare Torino “la bella del Po” o “la regina delle Alpi”

Per ulteriori informazioni potete visitare: http://www.sindone.org/                           , http://www.turismotorino.org,                                   http://www.palazzomadamatorino.it/home.php                            http://www.museonazionaledelcinema.it/

venerdì 16 aprile 2010

Eventi/ Scenari di Primavera, in scena nei paesaggi della Lunigiana

Parte venerdì 16 aprile l'edizione 2010 di "Scenari di Primavera", rassegna che, fino al 4 giugno, animerà le serate primaverili dei paesi della lunigiana, presentando il teatro nelle sue più varie forme: dal teatro di ricerca fino alla danza, passando per il circo, il teatro di impegno civile e quello comico. La manifestazione, organizzata dalla Provincia di Massa e Carrara e dalla Fondazione Toscana Spettacolo, si propone di portare la cultura teatrale anche dove spesso non arriva, come appunto nei piccoli teatri della Lunigiana, ma anche in luoghi non deputati allo spettacolo, come il castello di Terrarossa. Per avvicinare ancora di più la popolazione all'evento, oltre agli spettacoli in rassegna, è stata avviata l'attività di Sipario Aperto che, con laboratori ed esibizioni, mira a fare da ponte tra il pubblico e le realtà presentate, tra le quali spiccano gruppi di grande tradizione come lo svedese Institutet for Scenkonst e il Living Theatre Europe.

Il programma della rassegna e altre informazioni sono fruibili attraverso questi due file PDF:
Oppure consultando il sito della ATP di Massa e Carrara.

Gli spettacoli sono ad ingresso libero ed è consigliata la prenotazione.



Eventi Culturali / Beyond the garden

Oltre il giardino, l'arte



Il 16 maggio 2010 a Parma in occasione della manifestazione “Giardini Aperti”, l’Orto Botanico dell'Università di Parma, uno degli angoli più suggestivi della nostra cultura cittadina, sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 19.
L'orto botanico di Parma, nato per volontà di Giambattista Guatteri titolare nel 1769 della cattedra di Botanica, è uno storico orto botanico che trae le sue origini dall'antico Orto dei Semplici fondato dal Duca Ranuccio Farnese, in cui si coltivavano piante medicinali. Situato all'interno del centro storico di Parma (Strada Farini 90/a) si estende su una superficie di 11.500 m2. L'area verde centrale ha conservato l'aspetto settecentesco di giardino all'italiana, l'arboreto creato tra il XVIII e il XIX secolo occupa la parte orientale e presenta numerose specie rare, nella parte occidentale è stato ricreato un giardino secondo la moda inglese, il tutto rispettando il carattere ecologico-sperimentale oltre che paesaggistico. Le serre, furono eseguite su disegno dell'architetto di corte e di stato E. A. Petitot - chiamato a Parma dal duca Filippo di Borbone con l’incarico di “primo architetto”- nel 1793 in sostituzione dei preesistenti rudimentali capannoni. In questi ultimi anni ha avuto inizio un'opera di riordinamento e arricchimento delle collezioni, e si è provveduto alla sistemazione delle aiuole e delle bordure.



Presso l'Orto Botanico sono conservati i preziosi erbari e alcuni strumenti di lavoro di Giambattista Guatteri, Giorgio Jan e Giovanni Passerini; inoltre troviamo un antico erbario di piante medicinali del medico botanico G.B. Casapini (1722), l'erbario della contessa Albertina Sanvitale con indicazioni autografe della stessa (1828 - 1830), l'erbario di Luigi Gardoni (1836 - 1878), rappresentato da 274 pacchi che racchiudono una svariatissima miscellanea di specie indigene ed esotiche. L'Orto Botanico ha oggi come scopo primario la conservazione della Biodiversità sia "in situ" che "ex situ".
Proprio per questo sarà la splendida cornice dell’Orto a fare da palcoscenico alla seconda e speciale edizione del festival culturale proposto dall’Associazione “Amici dell’Orto Botanico” - gruppo di volontari grazie ai quali l’orto da più di 2 anni sopravvive - quest’anno - il 2010 è Anno internazionale della biodiversità -, articolandosi in svariati appuntamenti artistici e scientifici lungo una giornata chiamata per l'occasione “Beyond the garden” (Oltre il giardino). Per l’occasione il giardino sarà aperto al pubblico tutto il giorno, con possibilità di visite guidate a cura dei volontari dell’Associazione “Amici dell’Orto” coordinati dal Direttore Andrea Fabbri e da Corrado Zanni, Fabrizia Fossati e Andrea Pellegrini. Sarà anche possibile visitare il Museo di Storia Naturale sempre all'interno dell'orto, importante custode della storia faunistica e floreale del nostro territorio. Dopo di che si ripeterà la kermesse musicale del 2009 – Musica per l’orto: il vecchio pianoforte verticale Dietmann che sonnecchia nela sala di Botanica riscalderà la corteccia dei vecchi giganti dell'Orto. I Play it safe, Francesco Camattini e Alessandro Sgobbio, JP Brower trio, Arthur Healy and JL in “Irish rover”, l'EFSA choir e la Corale di Bannone sono solo alcuni gli artisti amici dell’Orto che si esibiranno anche quest'anno gratuitamente per tutti i visitatori. Ancora il Metasequoia Glipstroboides: itinerario teatrale tra natura e cultura a cura di Teatro delle Briciole. E il Mini-Festival des Nouveaux Cinemas: proiezione 24/24 di cortometraggi artistici ad opera degli amici parigini di Cinefac a cura di Orianne Mellini e Dead Movies Society. Scienza, musica, arte e cultura. E’ questa la ricetta preparata in occasione di Giardini Aperti per rilanciare il cuore verde della città, oggi è a rischio chiusura. Per questo un comitato di cittadini ha dato vita a un’associazione con lo scopo di coinvolgere i parmigiani nella salvaguardia dello storico giardino di via Farini. “Amici dell’Orto botanico di Parma” ha raccolto decine di iscritti e ha anche reclutato numerosi volontari disponibili a prendersi cura del parco che è lasciato all’incuria a causa della mancanza di fondi da parte dell’Università. “Un evento straordinario – lo definisce l’assessore all’Ambiente del Comune di Parma Cristina Sassi - per scoprire apprezzare angoli straordinari di cultura, di storia e di verde in un mese, settembre, che rende ancora più bella Parma”. L’iniziativa è organizzata dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Parma, in collaborazione con Cap (Consorzio agrario Parma) e Asdi (Associazione dimore storiche italiane), L’ingresso ai giardini è libero e gratuito.
Orario di apertura: 10-13 15-18. Per informazioni: 0521/269741
begin_of_the_skype_highlighting 0521/269741
end_of_the_skype_highlighting dalle 10 alle 12


Per tutti quelli che finora si sono chiesti se sono incappati in un blog d’Arte o di Botanica, è difficile spiegare la sensazione che si prova esplorando l’Orto Botanico di Parma: sembra di aver scoperto un patrimonio culturale tale da non aver dubbi nell’assimilarlo al campo artistico. Le serre in verto perfettamente simmetriche e l’architettura dell’ex sede di botanica di evidente stampo settecentesco e petitottiano - quasi stile-simbolo della citta -, come gli erbari centenari in cui i fori applicati sembrano appena colti, hanno un tasso di artisticità indubbiamente pari a una delle cupole del Correggio (tanto per rimanere in tema Parmigiano). Sarebbe giusto ritenerlo per questo patrimonio culturale, provare per credere.




giovedì 15 aprile 2010

Eventi/Atelier Nascosti:itinerari ecologici a contatto con gli artisti di Parma.


Dopo il grande successo delle prime tre edizioni,torna a Parma sabato 17 e domenica 18 aprile ATELIER NASCOSTI,iniziativa ideale per chiunque abbia voglia di farsi guidare attraverso la città,sostando in luoghi in cui vi verrano mostrate opere di artisti contemporanei di Parma,di cui forse non si è ancora a conoscenza.Particolarmente interessante la scelta di coniugare la visita di volti e luoghi artistici della città al tema ambientale:grazie alla collaborazione degli Assesorati all'Ambiente e alla Cultura del comune di Parma e Infomobility,c'è la possibilita' infatti di raggiungere gli "atelier nascosti" tramite itinirerai guidati in bicicletta.Per chi invece non avesse tempo di concedersi due giorni di"pedalate" puo' visitare comunque gli studi degli artisti nelle fasce orarie 10/13 15/19.

L'evento sarà preceduto da un aperitivo inaugurale che si terrà venerdì 16 aprile ore 19.00 all' Infopoint di Barriera Farini.


Per avere piu' chiare e ulteriori informazioni vi rimando al sito ufficiale.

lunedì 29 marzo 2010

Mostre/ Parma petite Paris



Dal 20 marzo al 7 aprile 2010 sarà possibile visitare una piccola esposizione di quadri dedicati a Parma e alla parmigianità. La mostra "Parma petite Paris", alla Galleria Sant'Andrea di via Cavestro (a due passi da Piazza Garibaldi, cuore del centro storico di Parma), è stata realizzata con le opere degli artisti soci del centro culturale U.C.A.I. (Unione Cattolica Artisti Italiani) di Parma: agli artisti è stato proposto di ispirarsi alla città ed esprimere su tela, senza imposizioni di soggetto o stile particolari, il proprio "sentire parmigiano".


Sauro Tessoni, Sole invernale sulla Pilotta

Il risultato è una carrellata di immagini semplici e accattivanti, delicate e curiose: vi si trovano suggestive vedute della città raccolte in tenui acquerelli (Pierluigi Sebastiani, Paola Copertini); ritratti urbani decisi, densi e pastosi, tracciati ad olio e acrilico (Sauro Tessoni, Rino Sgavetta, Maria Cristina Marcato, Riccardo Capra) ed opere evocative dedicate ai personaggi della tradizione parmigiana e parmense (come "L'Angelo custode del Duomo" di Maria Chiara Mossini o il ritratto di Giuseppe Verdi uscito dalle matite di Maria Magistroni).


Pierluigi Sebastiani, La "Steccata"


Sauro Tessoni, San Giovanni


Riccardo Capra, L'abside di San Giovanni


Paola Copertini, Via Bixio dal Parma


Maria Chiara Mossini, L'Angelo Custode del Duomo


Maria Magistroni, Giuseppe Verdi


Rino Sgavetta, Nevicata sul Lungo Parma


Nessuna pretesa, nessuna spesa (l'ingresso è libero), una buona resa e qualche sorpresa: perchè l'Arte non è soltanto quella fatta dai "big". Un percorso quieto e affascinante per conoscere (o ri-conoscere) una Parma "privata", vista dagli occhi di chi l'ha vissuta e la vive e (a quanto appare dalle opere) la ama sinceramente.

Orari:
10-12; 16-19. Chiuso il lunedì; aperto alla domenica pomeriggio (orario: 16-19)


Dove:
Strada Giordano Cavestro, 6
Parma


Per informazioni:
Tel: 0521-218683

domenica 28 marzo 2010

Antiquarium "Platina" - Piadena (Cr)

In un paesino del cremonese, situato a quasi uguale distanza da Parma, Brescia, Mantova e, appunto, Cremona, troviamo un museo archeologico particolarmente ricco e interessante per quanto riguarda i reperti locali; quantità e qualità del materiale in esposizione sono da evidenziare come nota assolutamente positiva e non trascurabile dal punto di vista storico-artistico.

Il museo civico di Piadena, dedicato a Bartolomeo Sacchi, detto il “Platina”, noto umanista rinascimentale, è ospitato in una parte del secentesco convento dei Gerolamini, sede anche del Comune e situato nella piazza principale del paese.

La Storia
Il museo venne inaugurato nel 1960 e nacque col fine di conservare la ricchezza archeologica del territorio, già nota dalla fine dell’800 in seguito a importanti ritrovamenti, purtroppo andati dispersi in vari musei su tutto il territorio nazionale.

La sua nascita si ebbe in seguito all’ondata di entusiasmo scaturita da una prima fase di scavi del 1957 nell’odierna Calvatone (l’antica Bedriacum) e che portò il comune, sollecitato da cittadini appassionati, alla fondazione dell’ “Antiquarium Platina”. Successivamente ai primi scavi seguirono, arrivando fino ad oggi, numerose altre campagne, grazie alle quali le collezioni si sono notevolmente arricchite.

Nel 1971 alcuni volontari hanno istituito un Gruppo di Ricerca, il quale ancora oggi, insieme alle amministrazioni comunali e regionali e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia, si occupa della tutela delle zone archeologiche, così che oggi il Museo è da considerarsi tra i più interessanti della regione riguardanti l’archeologia.

Il Museo
Son stati selezionati, nell’insieme del materiale, un ristretto numero di oggetti ritrovati negli insediamenti più significativi, su cui è stata concentrata l’attenzione e da cui è stato sviluppato un racconto logico, ordinato e il più possibile continuo degli eventi che si son succeduti nel territorio piadenese. Di tutti i reperti son state elaborate schede informative concise, essenziali e facilmente leggibili.

Il percorso espositivo procede dal Paleolitico Superiore, di cui è stato ritrovato un raro strumento in selce, fino all’Alto Medioevo, rappresentato da una fibula gotica in argento di Bedriacum.

Particolarmente ricca è la seziona dedicata agli abitati del Neolitico Antico (VI Millennio a.C.) del gruppo culturale denominato “del Vho di Piadena”. La maggior parte dei materiali vengono dagli scavi del Campo Ceresole, come ad esempio la famosa statuetta fittile bicefala, probabilmente legata al culto di una divinità femminile della fertilità.
Ai grandi insediamenti dell’Età del Bronzo (II Millennio a.C.) è dedicato un ampio spazio, di questo periodo abbiamo l’abitato palafittino dei Lagazzi del Vho e il grande abitato del Castellaro del Vho. La tomba del guerriero del Campo Costiere e la necropoli della Latteria Sociale rappresentano i Celti.
L’epoca romana è ben documentata da eccezionali reperti isolati (ad esempio la monumentale stele di Tornata) e dalla ricca collezione di materiali dell’antica e vicina Bedriacum con il celebre mosaico del Labirinto e la statuetta bronzea di Iside-Fortuna.

Laboratori
Oltre ai vari percorsi di visita al museo, vengono proposte diverse tipologie di Servizi Educativi per i gruppi scolastici fino alle Scuole Medie Inferiori. Lezioni preparatorie di Archeologia in Classe, propedeutiche al percorso nella galleria e laboratori che si svolgono nella Sala Didattica “Romeo Pasquali”, in cui è possibile svolgere attività di tipo pratico (come ad esempio, tra gli altri, la simulazione dello scavo archeologico, la scrittura su tavoletta cerata e la composizione di un mosaico).

Una valida alternativa può essere anche, in periodi adatti e prestabiliti, una visita al Monumento Naturale I Lagazzi a cui è associato un laboratorio di cesteria e intreccio.
(prezzi e informazioni più dettagliate si possono trovare sul sito del Museo)


Informazioni Tecniche
Dove si trova:
Piazza Giuseppe Garibaldi, 3 - 26034 Piadena (CR)

Come si raggiunge:
In auto è raggiungibile da est e da ovest percorrendo la Strada Statale n° 10 Padana Inferiore, che collega Cremona e Mantova. Da nord e da sud l'arteria principale di collegamento è la Strada Statale n° 343 Asolana. I caselli autostradali più vicini si trovano a Cremona (A21 Brescia - Piacenza), Parma (A1 Milano - Bologna), Mantova (A22 Modena - Brennero) e a Desenzano del Garda (A4 Milano - Venezia).
In treno i collegamenti sono garantiti dalle linee Cremona - Mantova e Parma - Brescia che si intersecano nella stazione di Piadena.

Quando si può visitare:
Apertura: dal lunedì al venerdì 8.30-13.30
Apertura periodo estivo (giugno, luglio e agosto): dal martedì al venerdì 9.00-13.00
Apertura sabato, domenica e Feste Nazionali solo su prenotazione per gruppi
Sono previste numerose aperture straordinarie in occasione di mostre e manifestazioni.
Nel periodo estivo è prevista una chiusura di due settimane.

Quanto costa:
Ingresso intero: € 2,00
Ingresso ridotto per bambini e ragazzi fino a 14 anni: € 1,00
Ingresso gratuito per bambini in età prescolare (fino a 5 anni), over 70, soci ICOM e soci “Amici del Museo di Piadena)
Visita guidata al Museo (solo su prenotazione) per gruppi di adulti di massimo 25 persone : €. 15,00 per gruppo più biglietto di ingresso

Il sito ufficiale dell’Antiquarium Platina è: http://www.museo-piadena.net/

Qualche consiglio finale………
Dovete pranzare e non vi va il solito tramezzino di corsa in un bar?
Spostandovi di poche centinaia di metri in direzione Mantova, località Vho, potrete trovare la rinomata “Trattoria all’Alba” specializzata in cucina tipica locale, dal menù variabile a seconda di giorni e stagioni a cui si aggiunge una ben fornita cantina. Affidatevi ad Omar, lui vi saprà guidare e consigliare. (prezzo indicativo: 30€ esclusi i vini)
Via del Popolo, 31
26034 Piadena CR
0375 98539

[per ulteriori informazioni vi consiglio di affidarvi alle numerosissime recensioni reperibili su internet!]

Volete solo uno spuntino a metà pomeriggio? O una colazione prima della visita al museo?
Pasticceria “Ciao Ciao” per una brioche alla crema e buonissimi pasticcini di ogni tipo, magari accompagnati da un cappuccino.
Gelateria “Bottega del Gelato” per una monumentale coppa o un semplice cono di morbidissimo gelato artigianale (la trovate in via Cavallotti, nella cosiddetta “Piazzetta”).

{BIBLIOGRAFIA: spunti da "Il civico museo archeologico Platina - Guida" Comune di Piadena, EDIZIONI ET}

martedì 23 marzo 2010

Villa Olmo

-dimora di arte e scienza-


Situata sul lungo lago di Como, la villa deve il suo nome alla remota presenza di un gigantesco e secolare olmo piantato, secondo la tradizione, da Plinio il Giovane.

Circondata da un magnifico parco si affaccia sul lago con i tratti imponenti e rigorosi del neoclassicismo. Questa nobile dimora fu progettata dal noto architetto Simone Cantoni sul finire del XVIII secolo,per desiderio del marchese Innocenzo Odescalchi, la cui famiglia aveva dato i natali a Papa Innocenzo XI.

La villa venne costruita nel 1782 - sopra le rovine della residenza del poeta romano Caninio Rufo - ed ultimata nel 1797; appena dopo il termine dei lavori iniziò ad essere meta di visite storiche; da segnalare fra gli ospiti illustri: Napoleone Bonaparte, Ugo Foscolo e Giuseppe Garibaldi, il cui passaggio è segnato da un piccolo medaglione su un caminetto di uno dei salotti al piano terreno della villa.

Dopo la morte di Innocenzo Odescalchi, passò alla famiglia Raimondi, che si incaricò di sistemare il piazzale antistante il fabbricato; nel 1883 gli eredi del marchese Raimondi la vendettero al duca Guido Visconti di Modrone, che decise di effettuare un intervento di restauro e di miglioramento anche all'interno del fabbricato; nel 1924, infine, passò dai Visconti di Modrone al Comune di Como ed ebbe così inizio il periodo della sua esistenza sotto il segno della scienza e dell'arte.

Nel 1927 venne allestita la Seconda Esposizione Voltiana in occasione della celebrazione del Primo Centenario della Morte di Alessandro Volta (celebre nativo di Como) e, nel 1949, il 150° Anniversario dell’Invenzione della Pila, la Mostra dell’Elettricità Applicata.

Seguirono numerose manifestazioni locali, congressi, convegni e spettacoli. Nello stabile, dal 1982, hanno sede la ricostruzione del laboratorio di fisica del Gattoni e il Centro di Cultura Scientifico "Alessandro Volta", che vi tiene le sue manifestazioni internazionali.

Il giardino

Un parco centenario fa da cornice alla villa che, dalla parte del lago,si distende in un magnifico giardino all’italiana; oltre ad essenze arboree di rara bellezza ritroviamo al suo interno un tempietto neoclassico e un piccolo ruscello. Al centro del giardino si innalza una fontana ornata da due sculture di bimbi intenti a giocare con un mostro marino, opera dello scultore G. Odofrechi.

Gli interni

La castigata misura dell'esterno,ritmata da colonne e lesene si trasforma, nell'interno, in profusione di ornamenti: stucchi, dorature, statue, affreschi di artisti dell'ultimo '700 e del primo '800.
Fra i vari ambienti risalta il teatrino con 92 posti e affreschi del Fontana.
I visitatori inoltre non possono perdere la Sala delle Nozze, dove Andrea Appiani, o forse un suo allievo, affrescò le nozze tra Peleo, re di Tessaglia, e la dea Tetide, da cui nacque Achille.

La villa si trova oggi al termine della passeggiata panoramica pedonale costruita nel 1957 per collegare in un percorso suggestivo alcune sontuose dimore settecentesche, tra cui Villa Saporiti, progettata da Leopoldo Pollak, e la seicentesca Villa Gallia, la più antica fra le dimore nobiliari dell’antico ed elegante quartiere Borgo Vico. Entrambe le ville sono ora di proprietà della Provincia.


m

ostre


Dal prossimo 27 marzo villa Olmo ospiterà la mostra di Rubens e i fiamminghi:

Il percorso degli eventi d’arte a Villa Olmo punta per la prima volta i riflettori sull’arte del Seicento e in particolare su un maestro assoluto della luce e del colore come Pieter Paul Rubens.La mostra permette di conoscere da vicino i temi caratteristici della sua pittura,come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito, attraverso 25 capolavori provenienti dalla Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti, dal Liechtenstein Museum e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Accompagnano i dipinti del maestro di Anversa 40 opere di pittori fiamminghi del Seicento tra i quali Anton Van Dyck, Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer, Pieter Boel, Cornelis de Vos, Theodor Thulden.

Prezzi del biglietto:

intero: 9 €
Ridotto: 7 €
(visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno
25 persone con ingresso gratuito per l’accompagnatore, categorie convenzionate)
Ridotto scuole: 5 €
(gruppi scolastici di almeno 25 persone
con ingresso gratuito per due accompagnatori)
Gratuito: bambini disabili con accompagnatore